Recensione Libro: Una felicità persa al gioco.

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Le letture vanno a rilento, così come tutto qui sul blog. Sono presa da troppe e cose e faccio fatica a seguirle tutte!

Comunque bando alle ciance e cominciamo.

Trama

Anke è immediatamente attratta da Harald, l’uomo affascinante e simpatico che viene assunto nello stesso supermercato in cui lei lavora da annmi. Harald le chiede di sposarlo e per Anke il sogno sembra diventare realtà. Finché un giorno Harald, uscito per comprare l’abito per le nozze e gli anelli, rientra a mani vuote. Non ha più niente, né soldi, né vestito e tantomeno anelli: ha perso tutto giocando con una slot machine in un bar. E non è neanche la prima volta! Anke non conosce la dipendenza da gioco d’azzardo e le scuse e le suppliche di Harald la convincono che si è trattato soltanto di un episodio. La testimonianza drammatica di una donna che ha dovuto confrontarsi con un nemico invisibile.

Le mie impressioni

Tutti conoscono le dipendenze da droghe e da alcol, meno conosciuta quella da gioco.
Anke Tillman racconta con una sincerità sconvolgente la sua esperienza di moglie di un ammalato di ludopatia, la dipendenza appunto dal gioco d’azzardo.
E’ stata una lettura molto interessante e coinvolgente, anche se a tratti ripetitiva (ma in quanto storia vera è comprensibile). La vita dura di una donna legata ad un uomo malato e a tratti egoista.
Ho sempre avuto un certo timore nelle dipendenze, eccessive, patologiche e incomprensibili. Si legge chiaramente la sofferenza e l’impotenza che questa malattia provoca su Anke.
Per certi versi riuscivo a comprenderla, convinta, almeno negli inizi del suo matrimonio, di poter “guarire” suo marito. Il problema è che troppo spesso le persone come lui non vogliono curarsi perché convinte di poter smettere quando vogliono.
Quello che manca in questo racconto, ma molto dipende dal fatto che non sono un’amante dei romanzi biografici, è il finale. Rimani col chiederti se Anke riuscirà a rifarsi una vita, se i suoi figli cresceranno sentendo la mancanza del padre, se lui (il padre e marito) riuscirà a guarire, farsi curare ed uscire finalmente da questo tunnel che rovina la sua vita e quella delle persone che gli stanno intorno.
Una lettura davvero molto interessante che consiglio a tutti, soprattutto a chi ha vissuto o sta vivendo una vicenda simile. E’ una sorta di diario a cuore aperto di una donna fragile e forte allo stesso tempo, che è riuscita ad amare se stessa abbastanza per smettere di giustificare suo marito e riprendere in mano la propria vita.
Toccante ed illuminante, perché i giocatori sono ad un passo da noi e nemmeno ce ne accorgiamo, con le loro vite sul ciglio di un baratro.

 

Buone letture
Alessandra
Ale&Ale ❤

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