Libro: L’anello della Chiave

IMG_20170206_222456.jpgGrazie a queste challenge di libri, trovate i link di quelle a cui sto partecipando QUI sto leggendo parecchi libri che magari non avrei mai preso in considerazione. Per alcuni aspetti forse sarebbe stato meglio così.

Trama: Un giornalista chiede a un’anziana storica dell’arte notizie su alcuni momenti della sua infanzia a Batavia, capitale delle Indie Orientali Olandesi (ora Giacarta, in Indonesia), e la memoria di Herna Warner si accende a poco a poco, restituendo un passato insieme immerso nello splendore di un mondo ormai sommerso e nelle ombre inevitabili che accompagnano la vita di ognuno.

La mia opinione: Forse sono io non facilmente accontentabile o super critica ma ultimamente nessun libro mi coinvolge particolarmente ed anche questo purtroppo non ha fatto eccezione.
L’anello della chiave è un romanzo diverso da quelli a cui sono abituata soprattutto per via della collocazione geografica. Ambientato a Giacarta (ed io purtroppo dell’Indonesia so poco e niente, in pratica sono ignorantissima in materia) percorre luoghi e periodi storici su cui io non so quasi nulla e questo non ha aiutato e alleggerito la lettura.
Nonostante abbia poco più di 150 pagine ho fatto davvero parecchia fatica a leggerlo e questo perché la protagonista, e narratrice, percorre i suoi ricordi senza seguire un ordine cronologico sempre preciso e pochi sono i segreti che svela riguardo l’amica d’infanzia che a quanto pare risulta scomparsa.

Alcuni passi non mi sono stati ben chiari perché sembra che da ragazza Herma (narratrice) abbia avuto degli episodi di visioni di fantasmi/spiriti come la zia dell’amica ma poi non ha sviluppo nella narrazione e non viene approfondito.
Un altro ostacolo alla lettura è stato il continuo inserimento di parole indonesiano non tradotte, se non a pie’ di pagina, che venivano ripetute senza essere nuovamente indicate e di cui mi dimenticavo il significato. Inoltre alcune non era necessario a parer mio non tradurle…

Mi sarebbe piaciuto se la protagonista avesse da subito aperto il forziere narrando man mano che tirava fuori oggetti aneddoti della sua infanzia e adolescenza, sarebbe stato un modo per avere ben chiaro gli avvenimenti.

Mi aspettavo inoltre che si parlasse molto di più dell’amica misteriosa Dee e che fosse lei la vera protagonista del racconto. Sono stati introdotti parecchi personaggi che poi però non hanno avuto lo sviluppo che si meritavano, potenzialmente poteva dare molto di più questo romanzo, la trama era interessante e il tema della discriminazione e della differenza tra le due popolazioni presenti nel romanzo (colonizzatori olandesi e indonesiani nativi) poteva essere un ottimo spunto da integrare. Ma come ho già detto io non ne so poi molto dell’Indonesia.

Mancava un po’ di suspance e un po’ di tramatura gialla.

Mi è piaciuto il finale con alcune scoperte interessanti che sono arrivate però troppo tardi e una frase ideale per il contesto del romanzo.

Buona lettura
Alessandra
Ale&Ale ❤

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