Recensione libro: A casa per Natale

Copertina flessibile: 250 paginebloggif_586d77c0f3870
Editore: Mondadori (7 dicembre 2004)
Collana: Oscar bestsellers
Lingua: Italiano
Titolo originaleThe Christmas Train

Allora come al solito sono in super ritardo su tutto. Il nuovo anno non cambia le vecchie abitudini, ma se ci ho messo tanto a leggere e recensire questo libro credetemi; un motivo c’è.

Se dovessi utilizzare una sola parola per descrivere questo libro sarebbe: NOIA.

Nonostante il titolo, il periodo natalizio fa semplicemente da sfondo al romanzo, un modo come un altro per far capire che ci troviamo nella stagione invernale e durante a delle vacanze.

Non avevo mai letto un libro di David Baldacci e quando ho letto che è “uno dei maestri del thriller” sono rimasta quanto meno stupita.

Trama: 
Dopo essere stato interdetto ai voli sugli Stati Uniti, Tom decide di prendere il treno da Washington a Los Angeles per raggiungere la fidanzata che lo aspetta per Natale. Non ha il minimo sospetto che da quel lungo viaggio pieno di eventi, bizzarri ma anche drammatici, uscirà profondamente cambiato. La varietà degli incontri e delle esperienze, che sembrano orchestrati da una casualità quasi magica, lo porteranno a rivedere sotto una luce diversa tutta la sua vita, a svelare come davanti a uno specchio segreto i grovigli della propria anima, a recuperare ciò che pensava di aver irrimediabilmente perduto.

La mia opinione, se non era abbastanza chiara già nelle prime righe, è TOTALMENTE NEGATIVA.
E’ stato un vero supplizio arrivare alla fine, ci sono una marea di personaggi secondari che non hanno senso di esistere (anche se alla fine tutto si incastra, ma la tua espressione resta comunque la stessa annoiata di tutto il libro).
Non ha genere, non ha trama ma solo un luogo questo benedetto treno in cui accade veramente di tutto: furti, apparizioni di boa, matrimoni e chi più ne ha più ne metta.
Ogni volta che finivo un capitolo dovevo farmi forza per poter andare avanti nella lettura, davvero è stato il libro più noioso che abbia mai letto.

Eppure non si può dire che non ci siano stati colpi di scena! Sono stati talmente tanti che ho avuto l’impressione che fossero stati scritti a parte e incastrati a casaccio durante il romanzo per renderlo più interessante, cosa che con me non ha funzionato per niente.

E il finale? veramente mi ha lasciata indignata come se io, insieme al protagonista, sia stata presa in giro fin dall’inizio e Tom (il protagonista) che fa? accetta di buon grado tutto ciò che è successo. Ma siamo seri?

Se potete statene alla larga (ok forse sono troppo cattiva ma ragazzi seriamente dopo 10 giorni di lettura di questo libro non ho fatto altro che pensare “quando finisce?“)

Ringrazio di averlo preso in prestito in biblioteca!

Buone letture
Alessandra
Ale&Ale ❤

 

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